giovedì 8 settembre 2011

L'utopia Letteraria ovvero nessun tempo

"Nel tempo reversibile della letteratura, Cervantes e Kafka ci sono entrambi contemporanei, e l'influsso di Kafka su Cervantes non è minore dell'influsso di Cervantes su Kafka.
Questa, secondo Borges, la mirabile utopia che ci propone la letteratura. Non è escluso che si possa trovare in questo mito più verità che nella verità della nostra scienza letteraria. La letteratura è appunto quel campo plastico, quello spazio curvo in cui i rapporti più inattesi e i più paradossali incontri, sono ad ogni istante possibili.
Quelle che ci sembrano le leggi più universali della sua esistenza e del suo commercio - come ordine cronologico di successione e il legame ombelicale tra l'autore e la sua opera - non sono che maniere relative, tra parecchie altre, di indagarne il significato. La genesi di un'opera, nel tempo della storia e nella vita di un autore, è il momento più contigente e più insignificante della sua durata.
Il tempo delle opere, non è il tempo definito della scrittura, bensì il tempo indefinito della lettura e della memoria. Il senso dei libri non sta dietro di loro ma davanti, è in noi: un libro non è un senso già compiuto, una rivelazione che dobbiamo subire, ma una riserva di forme che attendono il loro senso, è l'imminenza di una rivelazione che non si produce e che ognuno deve produrre per sé."


G. Genette, Figure I.

Sono tornata.
A.

Coronavirus e linguaggio

«Signore e signori, vogliate scusarci per l'interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno...