domenica 26 settembre 2010

My Way


La strada che non presi


Due strade divergevano in un bosco giallo

e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe

ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo

a guardarne una fino a che potei


Poi presi l'altra, perché era altrettanto bella,

e aveva forse l’ aspetto migliore,

perché era erbosa e meno consumata;

Sebbene il passaggio le avesse rese

quasi simili


ed entrambe quella mattina erano lì uguali

con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!

Pur sapendo come una strada porti ad un'altra,

dubitavo se mai sarei tornato indietro.


Lo racconterò con un sospiro

da qualche parte tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco, e io -

io presi la meno percorsa,

e quello ha fatto tutta la differenza.


Robert Frost




Scelte.
Che ci portano lontano, a strade differenti, a modi differenti.
Mi sono licenziata.
Ho lasciato la strada calpestata per una nuova, sconosciuta. Un sogno, insomma.
E spero di trovarla questa strada, fra tante, fra le porte rosse che vedo nei miei incubi.
Quindi si riparte da zero, o meglio, si riparte dall'Artefiera e da Manguel, uomo squisito che con poche parole mi ha indicato una strada.
E' questo che nella vita fa la differenza. Un incontro, un gesto, un libro.
E dai libri si riparte.




giovedì 8 aprile 2010

Ragnaia - rinascita


"Chissà perchè scelgo un momento come questo per ricordarmi di quella volta che mia zia mi prese da parte e mi disse: quello che sto per dirti adesso te lo ricorderai ogni giorno finchè campi? Ma l'unica cosa che mi ricordo è questa."
R. carver





Non ho mai capito come funziona la memoria. Una leggenda metropolitana dice che se non appena svegli ci tocchiamo la testa, il sogno sparirà dalla nostra mente. Sarà inutile dopo quel gesto insensato provare a pensare a quale mondo abbiamo esplorato durante il sonno. Questo sarà svanito per sempre, cancellato.
Alcune cose invece, inspiegabilmente non si dimenticano.
Circa un anno fa, nella libreria dove lavoro, è venuto un signore buffo.
Questa è una storia vera, non un sogno.
Il signore mi disse che voleva fare un regalo alla moglie. Lui, basso e con una pancetta curata avrà avuto sui 60 anni. Lui e la moglie, erano andati in pensione e se la spassavano, viaggiavano appena potevano. Così lei aveva visto un giardino zen bellissimo, il più bello mai visto e le era presa la scimmia di replicarlo.
Così ho scoperto l'esistenza del Bosco della Ragnaia.
E' come se quel signore buffo mi avessa dato una mappa.
Grazie a lui avrei trovato il giardino più bello del mondo!
In realtà ho trovato l'aleph e mi sono persa.



Non starò certo a dire che come ogni luogo fantastico che si rispetti, questo ha il suo labirinto (mentale o reale) dove l'eroe se fa un passo falso è perduto per sempre. Da qualche parte poi, ci sarà un minotauro, uno vero, basta solo seguire le frecce.



Ma forse mi sono sbagliata, il mio è solo un sogno. Questo luogo non esiste e se ora mi strofino la testa svanirà per sempre. Dimenticato.




- Sta sognando, adesso. E cosa credi che sogni?
- Nessuno lo può indovinare
- Ma come, sogna di te. E se smettesse di sognare di te, dove credi che saresti tu?
- Dove sono ora, naturalmente.
- Niente affatto; non saresti in nessun luogo. Perchè tu sei soltanto una cosa dentro il suo sogno.
- Se il re dovesse svegliarsi, tu ti spegneresti... puf... proprio come una candela.

"Il sogno del re" Lewis Carroll

ps. lo stolto che crede nei sogni vada qui.

Coronavirus e linguaggio

«Signore e signori, vogliate scusarci per l'interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno...